La creazione di un martire
La notizia è stata battuta così,dall'ansa e da tutte le agenzie accreditate,ovvero la morte sopraggiunta tramite impiccagione del dittatore iracheno Saddam Hussein. Alle sei di ieri mattina,le quattro in Italia,il vecchio padrone dell'Iraq è passato miglior vita.
La decisione del governo iracheno lascia sbalorditi per l'unutilità sotto svariati punti di vista.
-Storico: uccidere Saddam significa rischiare di consegnarlo alla storia come qualcosa che sicuramente non è, e cioè un martire.Il rischio è che ai posteri venga rimandato non il terrore esercitato dal tiranno per 40 anni,ma le modalità assolutamente arbitrarie con cui è stato catturato,giudicato ed ucciso.Si è persa un'occasione storica per dimostrare che effettivamente chi lo giudicava aveva un impalcatura civile,morale e giuridica migliore di chi veniva giudicato. Per chi avesse memoria corta inoltre è utile ricordare chemeno di 15 giorni fà un altro sanguinario dittatore,non solo è morto comodamente,tra lussi e agi ,nel suo letto ma addirittura si è rischiato che gli venisse concesso il funerale di Stato! Augusto Pinochet era uno dei tanti dittatori rimasti "Utili" che l'occidente ha corteggiato anche dopo il suo regime e che non ha mai avuto il coraggio di condannare.Non riesco capire che cosa avesse di diverso da Saddam,ho chiaro perchè è stato giudicato in tutt'altra maniera.
-Politico: l'Iraq è un paese diviso da sempre fra tre etnie: Sciiti in maggioranza(più del 60%) al Sud del paese,verso il confine con'Iran;Sunniti nella parte centrale(quasi il 30%) e una grande minoranza Curda al nord al confine con Turchia. Non è quindi un paese mono etnico come ad esempio il Pakistan(Sunnita),L'Iran(Sciita) o l'Arabia Saudita(Sunnita)
Gli equilibri fra le tre etnie sono sempre stati delicatissimi ed il rischio ora dopo l'esecuzione del carnefice è di una guerra civile violentissima con tante varianti: un'escalatione dei sunniti che vendicheranno Saddam con tutti i mezzi, ma anche la definitiva "Scitizzazione" del paese,grazie anche al vicino Iran che potrebbe trasformare l'ormai ex laico Iraq in un'altra repubblica islamica,finanziando i cugini iracheni. Uno stato debole uccide,uno stato forte può permettersi di applicare la legge anche al peggiore degli assassini.
Una condanna all'ergastolo avrebbe dimostrato la forza del nuovo stato,forza che gli derivava dall'applicazione del diritto internazionale e sarebbe stato un 'ottimo lasciapassare per un'eventuale e futrura pacificazione del paese.Un governo che permette invece una sentenza-vendetta come quella nei confronti di Saddam non ha nessuna possibilità di mettere fine alla violenza in Iraq, è e resterà perennemente in ostaggio fra i due attuali "Padroni" dell'Iraq che qui combattono la loro nuova guerra fredda:Stati Uniti e Iran.
Resta sul piatto l'unica opzione per me possibile a questo punto: la divisione dello stato iracheno in una conferazione di 3 stati federali,sull'esempio del Messico o del Brasile,divisi per etnia e religione con il Nord Curdo con capitale Mosul, il centro Sunnita con capitale Baghdad e il sud Sciita con capitale Bassora.
E si ringrazia ancora chi ha fatto di uno dei più ttemendi dittatori della storia moderna un martire!
Jesper
La decisione del governo iracheno lascia sbalorditi per l'unutilità sotto svariati punti di vista.
-Storico: uccidere Saddam significa rischiare di consegnarlo alla storia come qualcosa che sicuramente non è, e cioè un martire.Il rischio è che ai posteri venga rimandato non il terrore esercitato dal tiranno per 40 anni,ma le modalità assolutamente arbitrarie con cui è stato catturato,giudicato ed ucciso.Si è persa un'occasione storica per dimostrare che effettivamente chi lo giudicava aveva un impalcatura civile,morale e giuridica migliore di chi veniva giudicato. Per chi avesse memoria corta inoltre è utile ricordare chemeno di 15 giorni fà un altro sanguinario dittatore,non solo è morto comodamente,tra lussi e agi ,nel suo letto ma addirittura si è rischiato che gli venisse concesso il funerale di Stato! Augusto Pinochet era uno dei tanti dittatori rimasti "Utili" che l'occidente ha corteggiato anche dopo il suo regime e che non ha mai avuto il coraggio di condannare.Non riesco capire che cosa avesse di diverso da Saddam,ho chiaro perchè è stato giudicato in tutt'altra maniera.
-Politico: l'Iraq è un paese diviso da sempre fra tre etnie: Sciiti in maggioranza(più del 60%) al Sud del paese,verso il confine con'Iran;Sunniti nella parte centrale(quasi il 30%) e una grande minoranza Curda al nord al confine con Turchia. Non è quindi un paese mono etnico come ad esempio il Pakistan(Sunnita),L'Iran(Sciita) o l'Arabia Saudita(Sunnita)
Gli equilibri fra le tre etnie sono sempre stati delicatissimi ed il rischio ora dopo l'esecuzione del carnefice è di una guerra civile violentissima con tante varianti: un'escalatione dei sunniti che vendicheranno Saddam con tutti i mezzi, ma anche la definitiva "Scitizzazione" del paese,grazie anche al vicino Iran che potrebbe trasformare l'ormai ex laico Iraq in un'altra repubblica islamica,finanziando i cugini iracheni. Uno stato debole uccide,uno stato forte può permettersi di applicare la legge anche al peggiore degli assassini.
Una condanna all'ergastolo avrebbe dimostrato la forza del nuovo stato,forza che gli derivava dall'applicazione del diritto internazionale e sarebbe stato un 'ottimo lasciapassare per un'eventuale e futrura pacificazione del paese.Un governo che permette invece una sentenza-vendetta come quella nei confronti di Saddam non ha nessuna possibilità di mettere fine alla violenza in Iraq, è e resterà perennemente in ostaggio fra i due attuali "Padroni" dell'Iraq che qui combattono la loro nuova guerra fredda:Stati Uniti e Iran.
Resta sul piatto l'unica opzione per me possibile a questo punto: la divisione dello stato iracheno in una conferazione di 3 stati federali,sull'esempio del Messico o del Brasile,divisi per etnia e religione con il Nord Curdo con capitale Mosul, il centro Sunnita con capitale Baghdad e il sud Sciita con capitale Bassora.
E si ringrazia ancora chi ha fatto di uno dei più ttemendi dittatori della storia moderna un martire!
Jesper


1 Comments:
Intanto bentornati ai viaggiatori! Sarebbe bello,come ha scritto Maury nel precedente post, poter augurare a questo mondo benessere,pace ,libertà e giustizia...ma finché ci saranno dittatori di serie A e di serie B,guerre da prima pagina e guerre dimenticate da tutti,egoismo e menefreghismo dilaganti...insomma,finché esisteranno gli esseri umani, tutto questo rimarrà un'utopia...parole farcite di finti buoni sentimenti natalizi...avete visto?Perfino Briatore fa beneficienza!ecchecavolo!senza mettere mano al portafoglio,senza rinunciare a qualcosa di caro,che beneficienza è?Non bastava già Madonna che si compra un bambino? Certe azioni sono una subdola violenza,sono molto peggio dell'indifferenza...quindi mi limito ad augurare agli scriventi e ai leggenti di questo blog un anno che non rompa troppo le scatole...un anno di piccole gioie,di progetti realizzati, di qualche soddisfazione...Vi lascio come augurio questa poesia...
"Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare,
chi passa giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità."
(Pablo Neruda)
Publicar un comentario
<< Home